Tecarterapia: l’energia che fa passare il dolore

Tecarterapia: l’energia che fa passare il dolore

Circa 14 milioni sono gli sportivi amatoriali e professionisti registrati presso le Federazioni Sportive in Italia. Un numero impressionante che ha portato in luce problematiche che vanno dalla prevenzione e diagnosi delle lesioni da sovraccarico al rapido recupero dopo il trauma. Perché solo il dolore può tenere gli italiani lontano dallo sport. .

A cura di Giovanni Cacia

La corsa è una delle attività sportive amatoriali più praticata nel mondo. Insieme a calcio e tennis, la corsa – chiamata anche running ma da non confondersi con il jogging– viene praticata quotidianamente da milioni di persone senza un’adeguata preparazione e senza controlli medici. Questo ha determinato, secondo il CONI e i medici dello sport, un incremento dell’incidenza delle lesioni derivate dalle attività sportive agonistiche e non. Le lesioni più frequenti sono determinate dal sovraccarico funzionale o microtraumatismi, ovvero dal sommarsi di traumi di entità modesta o minima su tendini, legamenti, muscoli e articolazioni.

TENDINE D’ACHILLE E FRATTURE LE LESIONI PIÙ FREQUENTI
Il 70% dei traumi nei runners riguarda il tendine d’achille e le patologie del ginocchio come la tendinopatia del rotuleo. Il sintomo principale è il dolore che può comparire in diversi momenti:
1. durante la sola attività sportiva (stadio I)
2. all’inizio dell’attività sportiva, scompare con il riscaldamento ma condiziona
la prestazione atletica (stadio II)
3. durante e dopo l’attività sportiva con riduzione significativa della prestazione (stadio III)
4. durante tutta la giornata con riduzione significativa della capacità di
prestazione del distretto interessato (stadio IV)
Negli ultimi anni, proprio per l’aumento del numero dei runners, sono aumentate le fratture da stress localizzate in porzioni scheletriche ben precise coma la tibia e l’avampiede, soprattutto a livello metatarsale, che rappresentano l’84% di tutte le fratture da stress.

TECARTERPIA, LA PIÙ AMATA DAGLI SPORTIVI
In generale, la terapia si basa su riposo, crioterapia, uso di antinfiammatori locali, mesoterapia, laser terapia e l’ultrasuonoterapia, oltre alla tecarterapia che sta riscontrando pareri positivi da esperti e sportivi. Il principio della tecarterapia è semplice: ampliare e stimolare i processi biologici riparativi dell’osso e delle articolazioni. Si tratta di una terapia antalgica che funziona mediante sedute di ipertermia e biostimolazione che usano il trasferimento energetico per contatto capacitivo e resistivo. Lavorando ad una frequenza di 0,5 MHz, secondo gli esperti del Settore Medico dell’Inter Calcio presso il Gaetano Pini, e alternando elettrodi resistivi sui punti dolenti e capacitivi sull’area tendinea e peritendinea per 15min è possibile ottenere risultati efficaci in breve tempo.
La terapia più amata dagli sportivi non è invasiva e utilizza la carica elettrica del nostro organismo. Paragonando il funzionamento della tecarterapia a quella di un normale condensatore, le cariche elettriche vengono accumulate alle due estremità; collegato a un generatore di corrente avremo un accumulo di di cariche sulle due piastre del conduttore. Nel caso della tecar, la variante è che una delle due piastre è il tessuto biologico del paziente. Sulla zona di applicazione si avrà quindi un effetto termico endogeno, privo di effetti collaterali. L’unica accortezza, concordano gli esperti, è la corretta indicazione e saper usare l’apparecchiatura: infatti non tutti i traumi traggono beneficio da questa terapia e non tutti i medici sanno come utilizzarla al meglio.

© Orthopedika Journal

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