Più cadute e fratture con il morbo di Parkinson

Più cadute e fratture con il morbo di Parkinson
Il morbo di Parkinson è un disturbo del movimento che aumenta il rischio di fratture di anca e bacino.
Secondo alcuni studi condotti negli Stati Uniti il 45-68% dei soggetti affetti da morbo di Parkinson cade almeno una volta all’anno. Nel 66% dei pazienti le cadute sono ricorrenti e il 10% dei soggetti in seguito alle cadute muore per complicanze entro 30 giorni.

Tremore degli arti, postura errata, freezing del cammino (momenti di “congelamento”) e paura di cadere sono tra i fattori principali della perdita di autonomia nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson.
La perdita di autonomia comporta una limitazione dei movimenti e causa osteopenìa cronica ossia la riduzione della massa ossea; la mancanza di movimento infatti comporta un rallentamento della crescita del tessuto osseo che solitamente viene stimolata dal movimento e dagli sforzi meccanici. 
A questo si aggiunge l’elevato rischio di traumi e cadute che spesso devono essere trattati con la chirurgia. Quando si interviene chirurgicamente, infatti ai problemi riabilitativi si aggiungono quelli legati all’intervento, come i rischi anestesiologici e clinici che aumentano esponenzialmente.
LO SAI CHE… 
Il morbo di Parkinson colpisce gli uomini con una frequenza maggiore del 50% rispetto alle donne.
Fonte: iltempo.it
A cura di Irene Butta
© Orthopedika Journal

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