Osteoporosi: conosci i tuoi fattori di rischio?

Osteoporosi: conosci i tuoi fattori di rischio?

L’osteoporosi è una malattia sistemica caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione del tessuto scheletrico che, diventando più fragile, è più esposto al rischio di fratture anche spontanee. Colpisce in Italia circa 5.000.000 di persone, soprattutto donne in postmenopausa (80%). Tuttavia, se quasi il 20% delle donne hanno oltre i 40 anni, anche gli uomini non ne sono risparmiati (il 14% degli uomini con più di 60 anni). La SIOT Società Italiana Ortopedia e Traumatologia invita tutte le donne, specialmente  in fase perimenopausale, a seguire uno stile di vita sano ed eseguire controlli periodici per contribuire a rallentare il processo di demineralizzazione ossea, riducendo così il rischio di fratture da fragilità.

Più fattori di rischio sono presenti in una persona, più alto è il rischio che si manifesti la malattia. Conoscere quindi i fattori di rischio per l’osteoporosi è importante sia perché su alcuni si può intervenire, sia perché in presenza di un rischio elevato il medico potrà consigliare indagini specifiche come la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) per valutare meglio la situazione. Va comunque detto che la presenza di fattori di rischio non significa mai certezza di sviluppare una malattia.

Scopri qui i principali fattori di rischio, quelli che aumentano la probabilità che l’osteoporosi si manifesti: 

Fattori anagrafici, genetici, costituzionali e legati all’età 

  • dieta povera di calcio
  • dieta troppo ricca di proteine
  • dieta troppo ricca di fibre non digeribili (cibi integrali)
  • carenza di vitamina D 
  • vita sedentaria 
  • eccesso di fumo, alcool, caffeina 
  • uso regolare e prolungato di lassativi 
  • disturbi ormonali e malattie croniche (tumori, diabete)
  • menopausa precoce (prima dei 45 anni, anche chirurgica)
  • periodi prolungati di amenorrea (più di 1 anno) 
  • malattie infiammatorie croniche intestinali (celiachia, morbo di     Crohn, colite ulcerosa)
  • anoressia nervosa 
  • ipertiroidismo
  • protratta immobilizzazione

PREVENIRE L’OSTEOPOROSI

Se hai uno o più fattori di rischio, rivolgiti al tuo medico di famiglia per gli esami specifici. Inoltre, puoi contribuire alla prevenzione dell’osteoporosi sapendo che:

1) il sole è un alleato prezioso 

Il calcio proveniente dai cibi ingeriti ha bisogno della vitamina D che ha bisogno del sole. Infatti, per soddisfare il nostro fabbisogno di vitamina D è fondamentale l’esposizione alla luce solare in quanto il nostro organismo è in grado di sintetizzarla a livello della pelle grazie ai raggi ultravioletti.  Per produrla è sufficiente rimanere all’aperto un’ora al giorno, con mani, braccia o viso scoperti. Negli anziani, che escono poco e sempre molto coperti, possono essere indicati integratori a base di questa vitamina, perchè è poco presente negli alimenti. Infatti, piccole quantità di vitamina D si trovano nel tuorlo d’uovo, una certa quantità si trova nei pesci grassi (aringhe, tonno, sgombri) mentre ne è ricchissimo l’olio di fegato di merluzzo. Tuttavia, prima di assumere integratori di vitamina D è necessario rivolgersi al medico per effettuare gli esami del sangue specifici che indicano la quantità di vitamina D da integrare.

2) il cibo è un’arma preziosa 

  • Evitare l’assunzione di alimenti ricchi di calcio insieme ad alimenti ricchi di ossalati come spinaci, rape, legumi, prezzemolo, pomodori, uva, caffè, the perché queste sostanze ne impedirebbero l’assorbimento. Per esempio, formaggio e spinaci non è una combinazione anti-osteoporosi. 
  • Ridurre cibi a base di sodio (sale, dadi, insaccati).
  • Non eccedere con le proteine e con cibi ricchi di fibre, utili all’organismo ma che possono ridurre l’assorbimento di calcio. 
  • Limitare gli alcolici perché diminuiscono l’assorbimento di calcio e riducono l’attività delle cellule che costruiscono l’osso.

3) L’attività fisica all’aperto aiuta le ossa

Altro fattore determinante per la prevenzione dell’osteoporosi è l’attività fisica. Nell’infanzia e nell’adolescenza, aiuta a raggiungere una maggiore densità dell’osso rispetto a chi rimane inattivo; nelle persone anziane alimenta la forza muscolare, diminuendo i rischi di cadute e conseguenti fratture. 

credits photo: pixabay

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