LCA: la ricostruzione segue l’anatomia del ginocchio

Calcetto ginocchio LCA“Ho dato un calcio al pallone e mi sono sentito mancare il ginocchio. Una sensazione strana, una specie di suono vuoto nel ginocchio – scrive alla nostra redazione Andrea T. 43enne appassionato di calcetto – Non riuscivo a camminare. Il ginocchio era gonfio e mi faceva male. Dopo qualche giorno, grazie a ghiaccio e anti infiammatori, sono riuscito a camminare, lentamente, ma ho ripreso la mia vita di sempre. Pensavo che si trattasse di un trauma lieve e invece l’ortopedico mi ha diagnosticato la rottura del LCA rotuleo. Temevo di dover rinunciare alle partite con gli amici – spiega Andrea – e invece, dopo l’intervento di ricostruzione del legamento e la fisioterapia, sono ancora qui con i miei amici a tirar calci al pallone ogni mercoledì sera.”
L’intervento di ricostruzione artroscopia del LCA è molto frequente ed efficace, come dimostra il caso di Andrea. “Oggi il concetto di ricostruzione tende ad essere sostituito dal più moderno concetto di ricostruzione anatomica – spiega Claudio Zorzi, presidente SIGASCOT. – Significa che la ricostruzione del LCA deve tendere al ripristino dell’anatomia del ginocchio e quindi al suo corretto funzionamento. Lo studio sempre più approfondito della biomeccanica del ginocchio e della sua anatomia ha permesso di passare dalla ricostruzione del legamento alla ricostruzione a doppio fascio – continua il primario dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (VR). – Ci siamo accorti infatti che il crociato lavora su due fasci: il postero laterale e l’anteromediale, ovvero due fasci che si muovono simultaneamente ma a differenti gradi di tensione – sottolinea Claudio Zorzi. – Prima l’intervento di ricostruzione agiva sull’inserzione isometrica, adesso invece sull’inserzione anatomica cioè si è abbassata di molto l’inserzione sul femore e si è andati sempre di più alla ricerca di un parametro anatomico. In sintesi, noi ortopedici cerchiamo sempre più di ricostruire l’anatomia normale del ginocchio che recuperi una normale qualità della vita e non solo permetta al paziente di camminare”.

A cura di Giovanni Cacia

© Orthopedika Journal

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