La mano del pianista: quando un disturbo compromette una carriera

La mano del pianista: quando un disturbo compromette una carriera

Dito a scatto, sindrome del tunnel carpale, artrosi del pollice e gomito del tennista: patologie di sportivi e informatici che colpiscono anche i virtuosi del pianoforte. Come eseguire fraseggi e armonizzazioni senza rischio?

A cura di Valeria Tagni, consulenza di Ferdinando Da Rin, Istituti Codivilla–Putti, Cortina d’Ampezzo (BL)
La professione del pianista richiede un intenso utilizzo della mano; sindromi da sovraccarico oppure una tecnica non corretta possono portare a patologie che col tempo influiscono sulle performance del pianista fino a compromettere la carriera. “La frattura di un metacarpo o un dito a scatto, che colpiscono anche la gente comune, nel professionista sono aggravate dal fatto che il recupero deve avvenire in tempi brevi per riprendere l’allenamento prima possibile – spiega Da Rin dalla clinica di Cortina d’Ampezzo.

LA CLINICA PER I “MALATI DI MUSICA”
Purtroppo la frase di Mozart “… per un buon musicista sono necessarie soltanto 3 cose: la testa, il cuore e la punta delle dita” è lontana dal vero: brillanti carriere hanno subito alti e bassi a causa di disturbi fisici. Per questo un pianista dovrebbe essere seguito da una équipe di esperti, come avviene per gli sportivi, e in centri specializzati. Ne esiste uno a Milano, per esempio, dedicato ai problemi dei musicisti: si tratta dell’ambulatorio “Sol Diesis” che parte dall’osservazione della performance del musicista per suggerire le terapie preventive o riabilitative più adatte. Ma ne esistono altri a Modena, Firenze o Savona, diretti da ottimi specialisti come Antonio Landi a Modena, Massimo Ceruso all’Ospedale Careggi di Firenze e Renzo Mantero di Savona – dichiara Da Rin.

PIANISTI E SPORTIVI: GESTI DIVERSI, STESSI PROBLEMI
“Tendiniti e tenosinoviti (infiammazioni dei tendini e delle membrane che li avvolgono) – spiega l’esperto – sono provocate da microtraumi derivati da sforzi troppo intensi, veloci e ripetuti; gli stessi degli sportivi, che nei pianisti colpiscono gli estensori e i flessori delle dita. All’origine ci può essere un’errata pratica strumentale che deve essere corretta, associando una terapia con antinfiammatori e riposo. Consigliamo poi fisioterapia con ultrasuoni o laserterapia e rieducazione funzionale. Se il dolore persiste, si passa alle infiltrazioni locali con cortisonici, acido ialuronico e di recente gel piastrinico autologo. La chirurgia è invece limitata ai casi più gravi”.

L’INCUBO DEL PIANISTA: LA DISTONIA FOCALE
A 37 anni e all’apice della carriera il pianista americano Leon Fleisher ne fu colpito e perse completamente l’uso di due dita della mano destra. “Avevo l’impressione che vivessero una vita propria – racconta l’artista. Invece, ultra ottantenne, Fleisher ha ripreso a suonare a due mani grazie ad una terapia con tossina botulinica.
La distonia focale (ovvero: focalizzata ad una parte del corpo) è un disturbo del movimento che determina contrazioni involontarie della parte colpita; nel pianista è causata dalla ripetizione dei gesti. “Comincia a manifestarsi con irregolarità dei trilli e dita incollate alla testiera – spiega Da Rin. – Oltre all’anulare, anche il pollice destro può mancare di coordinazione ed eseguire le scale diventa difficile. Spesso il musicista pensa che il problema sia tecnico e intensifica lo sforzo, aggravando la condizione. Per questo è importante una diagnosi precoce, sospettando la distonia anche in patologie banali come il dito a scatto. Il trattamento inizia bloccando le altre dita con un tutore per impedire che aiutino quelle colpite. A seguire, infiltrazioni di tossina botulinica A che bloccano per 2-3 mesi i flessori del 4° e 5° dito favorendo il recupero funzionale”.

6 REGOLE PER MANTENERE IN SALUTE LE ARTICOLAZIONI DELLA MANO
A volte bastano semplici modifiche nell’approccio alla tastiera per prevenire infiammazioni e lesioni. Ecco alcune regole base:
1. schiena dritta e rilassata
2. collo rilassato
3. sedersi leggermente più avanti rispetto al centro dello sgabello
4. tenere il gomito all’altezza della tastiera
5. mantenere i piedi a terra vicini ai pedali
6. braccio, avambraccio, polso e mano devono trovarsi sullo stesso asse, ad altezza tastiera.

© Orthopedika Journal

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