Guida alle staminali del cordone ombelicale: cosa sono e a cosa servono

Che cosa sono le cellule staminali cordonali? “Conservazione cordone ombelicale” cosa significa esattamente? E quali sono le possibili applicazioni cliniche? Ecco una guida minima con tutte le informazioni essenziali.

In generale, le cellule staminali sono cellule che, non ancora differenziate in cellule specializzate, mantengono la capacità di autoriprodursi e di generare cellule specifiche di organi e tessuti. L’interesse clinico nei confronti di questo tipo di cellule si deve proprio a questa loro capacità che le rende adatte all’utilizzo in medicina rigenerativa, una branca della medicina che si occupa di riparare e rigenerare tessuti ed organi compromessi a causa di malattie, invecchiamento o altro piuttosto che sostituirli con un trapianto. Le staminali cordonali, in dettaglio, possono essere impiegate clinicamente anche in medicina immunologica in virtù della loro azione sia immunomodulatoria – cioè di controllare la risposta immunitaria – che antinfiammatoria, grazie alla capacità di rilasciare specifici fattori, detti fattori umorali, come ad esempio la prostaglandina E2. 1,2

Il cordone ombelicale, che come è noto consente il passaggio di nutrienti tra madre e figlio nei mesi della gestazione, contiene in media tra i sessanta e gli ottanta centimetri cubi di sangue ricco di cellule staminali cordonali3. Non tutte le cellule staminali del cordone ombelicale, però, sono uguali. Nel sangue cordonale si trovano infatti staminali: simil-embrionali, mesenchimali, ematopoietiche e progenitrici endoteliali. Le prime sono cellule in grado di generare tessuti endodermici (polmone, intestino), mesodermici (derma, cuore) ed ectodermici (come il midollo spinale o il sistema nervoso), le cellule staminali mesenchimali sono invece capaci di divenire cellule del tessuto cartilagineo, adiposo, nervoso o osseo, le ematopoietiche possono originare cellule del sangue e midollari mentre le progenitrici endoteliali hanno la potenzialità di generare le cellule che vanno a costituire i vasi sanguigni3.
Ecco quindi perché questo tipo di cellule può essere impiegato in medicina rigenerativa. E’ bene però sapere che in questo contesto il trapianto autologo, quello cioè in cui le cellule infuse provengono dal paziente stesso, è nettamente preferibile al trapianto allogenico (dove donatore e paziente non sono la stessa persona) poiché quest’ultimo espone il paziente al rischio di rigetto o di reazioni immunitarie che lo costringerebbero a sottoporsi a terapie mirate per tutta la vita. Un notevole vantaggio delle cellule staminali cordonali sugli altri tipi di staminali è infine costituito dalla loro “immaturità” immunologica3,4: questo significa che, in caso di trapianto allogenico, le staminali cordonali sono quelle meglio tollerate dal sistema immunitario del paziente e con la maggiore possibilità di attecchimento.

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

Note

1 Jiang, X.X., et al., Human mesenchymal stem cells inhibit differentiation and function of monocyte-derived dendritic cells. Blood, 2005. 105(10): p. 4120-6.
2 Spaggiari, G.M., et al., MSCs inhibit monocyte-derived DC maturation and function by selectively interfering with the generation of immature DCs: central role of MSC-derived prostaglandin E2. Blood, 2009. 113(26): p. 6576-83
3 Francese, R. and P. Fiorina, Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells. Clin Immunol, 2010. 136(3): p. 309-22.
4 Harris, D.T., Non-haematological uses of cord blood stem cells. Br J Haematol, 2009. 147(2): p. 177-84.

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