Cartilagine del ginocchio: lesioni e terapie

Cartilagine del ginocchio: lesioni e terapie
Intervista al dottor Stefan Hofer, primario del reparto di Traumatologia e Ortopedia dell’Ospedale di Bressanone dal 1983 al 2010; attualmente presta la sua attività professionale di chirurgia protesica presso la Casa di Cura Villa Bianca di Trento e presso l’Istituto Codivilla Putti di Cortina d’Ampezzo

di Irene Butta

TERAPIA CONSERVATIVA: LA NOVITA’
Quando la cartilagine del ginocchio è lesionata, tra le terapie conservative le infiltrazioni di acido ialuronico con diversi pesi molecolari e ultimamente anche con fattori di crescita sono ancora le più efficaci. “I fattori di crescita rappresentano certamente una novità della quale però non abbiamo sufficiente esperienza in ambito ortopedico – afferma il dottor Hofer- Personalmente ho fiducia in questo sistema che uso con ottimi risultati già da tempo – continua l’esperto”.

ANCHE IL CIBO TRA LE CAUSE DELLA LESIONE DI CARTILAGINE
Mal posizionamento fisiologico del ginocchio varo o valgo oppure il soprappeso possono essere le cause principali della lesione cartilaginea. “In molti pazienti tuttavia non c’è una causa certa – spiega Hofer. – Alcuni studiosi infatti ritengono che la capsula sinoviale potrebbe essere nutrita da vari liquidi influenzati dall’assunzione di alcuni alimenti che quindi sembrerebbero intervenire nei processi di degenerazione della cartilagine. A tal scopo sono in corso importanti studi clinici che dovrebbero essere pubblicati a breve e che potrebbero rappresentare una ulteriore novità nel trattamento e prevenzione delle lesioni cartilaginee”.

TERAPIA UGUALE PER TUTTI? NON A BRESSANONE
‘Le terapie conservative non agiscono allo stesso modo per ogni paziente tanto che molti ricorrono a tutti i rimedi possibili prima di farsi operare – continua l’esperto. – Per esempio le infiltrazioni vanno bene soprattutto per gli anziani, mentre in età più giovane vengono utilizzati maggiormente i trapianti di condrociti e autotrapianti. ll trapianto autologo di condrociti è una tecnica che determina la rigenerazione della cartilagine danneggiata tramite il trapianto di cellule staminali capaci di riprodurre la cartilagine prelevate dallo stesso paziente attraverso microfratture. A Bressanone da circa 20 anni si effettua questo tipo di terapia conservativa su circa 300 pazienti ogni anno”.

QUANDO DIRE SI’ ALL’INTERVENTO DI ARTROPROTESI
L’intervento chirurgico è indicato quando le cure conservative non hanno risultati, sono insufficienti, oppure quando è presente una deviazione dell’asse del ginocchio da correggere meccanicamente oppure è necessario sostituire l’articolazione. “In questo caso le scelte sono differenti: se si tratta di un ginocchio varo o valgo si potrà intervenire con una protesi totale oppure parziale anche in relazione a diversi fattori tra cui l’attività fisica svolta del paziente, l’età, il peso.”

TRA GLI SPORTIVI LE DONNE PIÙ COLPITE DEGLI UOMINI
Mentre fino a 10 anni fa la fascia di età colpita era intorno ai 75-80 anni, ora l’età media si è abbassata a causa dell’aumento degli incidenti e l’incremento negli ultimi anni delle attività sportiva nelle donne. Inoltre, soprattutto con la menopausa, aumenta il rischio di osteoporosi nelle donne e quindi di lesioni anche tra le donne sportive. Le lesioni meniscali giovanili più frequenti in alcuni sport come sci e pallavolo spesso portano all’artrosi; infatti quasi la totalità dei pazienti operati al menisco in seguito sembrano sviluppare artrosi. “Nello sci sono molto frequenti le fratture del condilo tibiale esterno e mediale che portano successivamente a fenomeni di artrosi post traumatico in aumento negli ultimi anni anche in pazienti abbastanza giovani. Per esempio, se un ragazzo di 20 anni subisce una lesione, all’età di 40 potrebbe sviluppare un’artrosi.

PROTESI: PREVISIONI PER IL FUTURO
La scelta del trattamento conservativo o chirurgico in questo caso è legata alla volontà del paziente e allo stato di salute dell’articolazione: se il legamento crociato è ben conservato è possibile intervenire chirurgicamente con una protesi monocompartimentale. Diversa sarà la scelta in caso di sovraccarico dovuto al sovrappeso per esempio. – spiega l’esperto. “In condizioni ottimali una protesi monocompartimentale può durare 20 anni ed eventualmente si può cambiare con una protesi totale. Con una protesi monocompartimentale il recupero è molto più veloce: dopo 5 giorni in ospedale è possibile tornare a casa e riprendere le proprie attività. Indicativamente dopo un intervento di protesi una persona può fare tutto quello che vuole, ma senza esagerare, ricordando – sottolinea l’esperto di Bressanone – che un ginocchio con la protesi non è un ginocchio normale, per cui se si vuole tenere a lungo una protesi bisogna prestare più attenzione ed evitare certi sforzi. Volendo fare una previsione per i prossimi 20 anni credo che non ci sarà un grande aumento di interventi di protesi – conclude Hofer – la gente adesso non lavora più pesantemente come in passato, ci sono più macchine perciò meno over use; ci sarà invece un aumento da incidenti stradali e attività sportive e l’età media si abbasserà.”

IL SEGRETO: UN EQUILIBIO TRA OVER USE E UNDER USE
“Le macchine ci aiutano nelle attività quotidiane, utilizziamo meno le articolazioni perché spesso ci troviamo a vivere 8 ore seduti a una scrivania davanti a un computer” dice l’ortopedico. C’è chi non va in palestra, non fa attività fisica, cammina poco: cosa succede alle articolazioni delle persone sedentarie? “Non svolgere alcuna attività fisica rappresenta un problema – afferma Hofer – anche se dall’altro lato il sovraccarico dovuto ad intensa attività sportiva è da evitare. Va sempre bene attivare l’articolazione: camminare in pianura, evitare salite e discese che impegnano di più; non vi è limite di indicazione al passeggiare a lungo, l’importante per la salute delle articolazioni è l’equilibrio tra over use e under use”.

Il Consiglio dell’esperto
Il golf è uno sport che può essere raccomandato anche ai pazienti protesizzati. A differenza del tennis l’atleta non è sottoposto a tensione e il golf rappresenta un’occasione per trascorrere la giornata all’aria aperta, facendo lunghe camminate tranquille ottenendo benefici all’apparato cardiocircolatorio, al tono muscolare, godendo della compagnia di amici e del panorama.

© Orthopedika Journal

 

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